Sull'angolo destro di Palazzo Vecchio, dove piazza della Signoria
incrocia il piazzale degli Uffizi, si trova la Loggia dei Lanzi,
costruita fra il 1376 e il 1382 per accogliere le assemblee del
popolo e le cerimonie pubbliche, ad esempio quelle per l'insediamento
dei Gonfalonieri e dei Priori. La sua prima denominazione fu infatti
Loggia della Signoria o "dell'Orcagna", dal nome dell'artista
che l'aveva progettata (ma l'esecuzione si deve a Benci di Cione
e Simone Talenti).
Durante il governo di Cosimo I fu poi destinata ad ospitare le
truppe mercenarie del duca, appunto quei Lanzichenecchi di cui
porta ancora il nome. Sotto le sue tre eleganti arcate già
quasi rinascimentali la Loggia mostra oggi una serie di statue
classiche e manieriste e anche un'opera dell'Ottocento, il Ratto
di Polissena (Pio Fedi, 1866).
Il capolavoro più importante è il Perseo di Cellini,
una grande statua in bronzo alta 3,20 metri compreso il piedistallo
istoriato da bassorilievi di tema mitologico. Il corpo ben proporzionato
e la posizione plastica di Perseo, appoggiato su una sola gamba
mentre solleva con il braccio destro la testa di Medusa decapitata,
si può ammirare da molte angolazioni diverse scoprendo
dettagli diversi. Fu sistemato nella loggia nel 1554 e, a parte
il periodo del restauro nel 1999, è sempre rimasto qui
collocato.
Fra le sculture antiche si notano sei figure femminili, molto
rimaneggiate, e il Menelao che sorregge il corpo di Patroclo (restaurato
da Stefano Ricci). Ben più importanti i gruppi manieristi:
fra questi il bellissimo Ratto delle Sabine (1583, il calco è
al Museo dell'Accademia) e l'Ercole in lotta col centauro Nesso
(1599), entrambi del Giambologna.
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