Se le origini del primo oratorio francescano restano vaghe, è
ben documentata la costruzione della nuova Basilica di Santa Croce,
che prende ufficialmente il via il 3 maggio 1294, quando l'architetto
Arnolfo di Cambio pone la prima pietra realizzando uno dei capolavori
del gotico italiano. Grandiosità spaziale, chiarezza razionale
e sobrietà degli elementi strutturali sono i cardini del
suo progetto.
La pianta è a croce egizia (a forma di T), con un interno
a tre navate (lunghe metri 114,45), un coro e un transetto fitto
di cappelle il cui patronato è riservato alle famiglie
più illustri del quartiere: Bardi e Peruzzi fra i primi,
ma anche Tosinghi, Pulci, Rinuccini, Alberti... Le pareti di queste
cappelle e dell'intera chiesa verranno subito coperte di affreschi,
tutti opera di Giotto o dei suoi allievi, facendo della basilica
un museo della pittura fiorentina del Trecento. Gli stessi artisti
disegneranno anche le bellissime e luminose vetrate.
La grandiosa navata centrale, ritmata dalle colossali campate
segna una tappa fondamentale nel percorso artistico e ingegnieristico
che condurrà alla navata di Santa Maria del Fiore. I muri
sottilissimi, sostenuti da archi a sesto acuto su pilastri ottagonali,
richiamano le basiliche paleocristiane di Roma dove Arnolfo lavorò
a lungo, ma la scala è infinitamente più grande
e i problemi strutturali costituirono una vera e propria sfida
alle capacità tecniche del tempo.
Sebbene la basilica fosse stata usata come luogo di sepoltura
di molte personaggi illustri, al pari di molte altre chiese, è
solo nell'Ottocento che diventò un vero e proprio pantheon
di personaggi celebri legati all'arte, alla musica e alla letteratura.
Nel 1871 infatti veniva qui sepolto con una affollatissima cerimonia
pubblica Ugo Foscolo, morto nel 1827 in Inghilterra, secondo il
suo stesso desiderio di essere sepolto accanto ad altri grandi
personaggi fiorentini come Michelangelo e Galileo.
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