Il Duomo fiorentino come lo vediamo oggi è il risultato
di un lungo lavoro che attraversa oltre sei secoli di storia.
Il progetto architettonico che sta alla base è quello disegnato
da Arnolfo di Cambio alla fine del Duecento, la cupola che lo
ha reso un simbolo di tutta la Toscana è frutto del genio
rinascimentale di Filippo Brunelleschi, la facciata che lo ha
completato è addirittura opera del tardo Ottocento.
Fra questi estremi si colloca tutta la serie di interventi strutturali
e decorativi, sia all'esterno che all'interno, che hanno arricchito
la storia del monumento: dalla costruzione delle due sacrestie
al pavimento marmoreo cinquecentesco, dall'esecuzione delle sculture
a quella degli affreschi, firmati da Paolo Uccello, Andrea del
Castagno, Giorgio Vasari e Federico Zuccari (il Giudizio Universale
della cupola).
La terza e ultima cattedrale fiorentina (cattedrale è
la chiesa dove ha sede la cattedra vescovile) fu intitolata nel
1412 a Santa Maria del Fiore con chiara allusione al giglio, simbolo
della città, e sorse sopra la seconda cattedrale, che la
Firenze paleocristiana aveva dedicata a Santa Reparata e che rimase
in attività per nove secoli, fino all'abbattimento decretato
nel 1375: di questa costruzione, grande poco più della
metà di quella attuale e fornita di due campanili, sono
oggi visibili ampi resti nell'area archeologica sottostante il
Duomo.
La torre campanaria di Santa Maria del Fiore fu iniziata da Giotto
nel 1334, portata avanti, dopo la sua morte, da Andrea Pisano
ed ultimata nel 1359 da Francesco Talenti, creatore dei finestroni
dei livelli alti. Estremamente ricca è la decorazione scultorea
con 56 rilievi in due registri sovrapposti e con 16 statue di
grandezza naturale nelle nicchie opera di maestri fiorentini del
'300 e '400, fra cui Andrea Pisano, Donatello e Luca Della Robbia.
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